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Google: linee guida 2017 per i valutatori della qualità. Meno siti offensivi nelle SERP


Google diffonde le nuove Linee Guida per la Search Quality. Google differenzia le informazioni corrette da quelle di odio, da quelle imprecise e da quelle offensive. Se però si stanno cercando siti di satira o che diffondono informazioni "imprecise" Google le fornirà.


Google differenzia le informazioni di qualità da quelle che non lo sonoPrima sgombriamo il campo dai dubbi: Google non sta censurando il web né sta oscurando siti di satira o di informazioni "imprecise".

Google, come legittimo da parte sua, vuol dare precedenza ai siti che presentano contenuti di qualità rispetto ai siti che mostrano notizie imprecise, notizie di odio verso qualcuno o semplicemente notizie offensive.

E per far sì che i webmasters possano intervenire sui loro siti, ancora una volta, ha diffuso le linee guida per la qualità nella ricerca.

Google, insomma, vuol fare un buon lavoro e differenziare nelle SERP i siti che vengono mostrati come risultati. L'intento dello staff della ricerca è quello di mostrare siti di scarsa qualità solo se un utente li stia cercando veramente.

Dunque dovrebbero essere declassati, ad esempio, i siti di fake news che servono solo a monetizzare mediante Adsense. Non ha significato, infatti, che le aziende investano per far apparire i loro annunci su siti praticamente inutili. Speriamo che anche su Youtube (in cui ha sempre meno senso investire in annunci) si possa limitare la visualizzazione di annunci a youtubers che sembrano più dei "bimbiminkia".

I valutatori della ricerca di qualità, coloro a cui sono destinate le linee guida (per valutare i siti), potranno solo esprimere un voto e non potranno intervenire direttamente sulle SERP (compito degli ingegneri di Google).

Un esempio di notizia falsa e offensiva potrebbe riguardare quei siti che negano l'olocausto degli ebrei o quelli di notizie sulla Terra piatta (anche Youtube ad onor del vero). Siti che offendono l'intelligenza delle persone e che non servono a nulla se non a monetizzare.

Al momento sembra che i valutatori della qualità in Google siano circa 10.000.

Tra i siti che Google colpirà:

  • promuovono la violenza razzista basata su etnia, religione, genere, nazionalità, orientamento sessuale, disabilità;
  • siti che esprimono il razzismo con una terminologia violenta;
  • siti che mostrano violenza sui bambini o sugli animali.
Il sito segnalato dai valutatori non sarà bannato o penalizzato ma sarà solo indicato come offensivo. Saranno, come dicevo sopra, gli ingegneri a decidere cosa fare. Se qualcuno però stesse cercando siti esplicitamente razzisti come quelli sulla supremazia bianca, Google restituirà il risultato corretto.

Funzionerà davvero? Saremo un po' più tutelati da notizie fake e offensive? Vedremo.

Gabriele B. Fallica
Digital Strategic Planner
Master


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