Wikileaks sbaraglia i media del pianeta

Julian Assange e il suo sito Wikileaks hanno messo sotto scacco le diplomazie di mezzo mondo e i media più importanti del pianeta.

Julian Assange sui media italiani viene definito come un hacker. Il suo sito - su cui sono stati pubblicati i compromettenti rapporti delle ambasciate americane - pure. Sciocchezze impressionanti.

Spieghiamo subito ai nostri lettori ma anche ai giornalisti italiani, sempre in ritardo sulle notizie relative alla tecnologia e ad internet, che Assange non è un hacker. Che un sito non è un "hacker"... un sito al massimo, può essere attaccato da un hacker che cerca di carpirne i segreti o per danneggiarlo e magari farlo chiudere.

Esattamente quanto accade a Wikileaks che viene attaccato dagli hacker governativi affinché non possa più diffondere notizie "scomode" per il potere. Wikileaks, dunque, non è un sito hacker ma un sito attaccato da hacker. Differenza enorme che, però, i media italiani ignorano paurosamente.

Assange potrebbe, invece, essere considerato un ottimo giornalista che ha messo le mani su documenti scottanti e che ha avuto il coraggio di pubblicarli. A lui dovrebbero dare un premio poiché non deve e non può preoccuparsi il giornalista di ciò che pubblica. Deve preoccuparsi anche il politico quando va a puttane o organizza festini con minorenni. Se mezzo mondo disprezza un politico così la colpa non è del giornalista. E' solo del politico.

Pur di far tacere Assange saltano fuori - ma non ci crede nessuno - accuse varie da vari stati tra cui, guarda il caso, quella odiosa di stupro. Quando si vuol infangare una persona e la si vuol "sputtanare" la prima accusa che salta fuori è sempre quella di stupro. Garantito.

La verità è che internet fa sempre paura alla politica. Il Web è libero e praticamente gratuito e le informazioni circolano. Stanno cercando in tutti i modi di diffondere le APPS, le applicazioni per i nuovi sistemi come smartphone e tablet pc, ma è anche un modo per limitare la libertà di circolazione delle idee... un modo per "assassinare" in modo pulito il web che è praticamente libero e incontrollabile.

Master

Aggiornamento del 4/12/2010: gli hacker governativi sono riusciti, come in una vera caccia all'uomo stile far-west, a "chiudere" wikileaks.org. Il sito passa cerca rifugio in Svizzera a quanto pare e diventa per il momento www.wikileaks.ch

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