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Truffe informatiche: il phishing

Nelle nostre caselle di posta arrivano decine di email inviateci da "istituti bancari". Chiedono di accedere ai conti correnti mettendo paura all'utente. E' sicuramente un tentativo di truffa: il phishing.

Il "phishing", infatti, è un tentativo truffa durante il quale il malcapitato sprovveduto utente consegna i codici di accesso. E li consegna volontariamente. Si potrebbe affermare, infatti, che il "phishing" senza la "collaborazione" attiva del truffato non funzionerebbe mai.

E' come se prima di partire per le ferie si lasciassero le chiavi ad una qualsiasi persona che ce le chieda. Così, sulla fiducia. Di solito alcuni malintenzionati inviano le loro email nel fine settimana: da venerdì a domenica. Giorni in cui le banche sono chiuse.

Come funziona? E' semplicissimo. Si riceve nella casella di posta una semplice email che sembra essere stata inviata da istituti bancari o finanziari che chiedono, dietro la minaccia della chiusura del conto o dell'impossibilità di gestire lo stesso, di inserire le chiavi di accesso (nome utente, password e altri codici pin) affinché la situazione possa essere risolta. Dette email, invece, sono inviate da malintenzionati che vogliono svuotare il nostro conto corrente.

In realtà le nostre banche, i nostri istituti finanziari, non hanno mai i codici di accesso a bancomat, conti correnti, carte di credito. Se si smarrisce il codice pin, infatti, allo sportello della filiale vi consegnano un nuovo bancomat o una nuova carta di credito. Il codice segreto vi arriva direttamente a casa dentro una busta sigillata e stampata a secco ossia senza inchiostro (il codice, infatti, lo trovate al di sotto di un piccolo rettangolo di carta carbone).

Un'altra cosa che i giornali italiani spesso non vi dicono poiché è probabile che i cronisti neanche lo sappiano è che nessuna banca, nessun istituto finanziario, domanda ai propri correntisti i codici di accesso ai conti correnti. Se si riceve una mail che vi chiede i vostri dati di accesso al conto corrente, dunque, potete cancellarla tranquillamente.

Altra cosa che i grandi media non vi dicono è che non sono hacker quelli che compiono truffe informatiche. Molto probabilmente si tratta di cracker o di lamer.

Un dettaglio da non sottovalutare è legato alla grafica del sito "pirata". Il malintenzionato ha ricreato una pagina del tutto simile a quella vostra banca per cui cadere nella rete sarà più facile. Ricordatevi che la banca non vi chiederà mai i vostri codici di accesso. Se perdete i vostri codici ve ne saranno forniti altri. Nessuno ne è in possesso oltre al correntista.

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