Manning, Snowden, Assange: lotta per la libertà


Wikileaks,
Datagate, Prism, Manning, Snowden, Assange: sembrerebbe che i veri pirati della privacy siano i governi e non gli hacker.


Spesso i pirati informatici agiscono per la libertà di informazioneGli ultimi fatti di cronaca sembrano trasformare in certezza quello che per molti è stato un dubbio: a non rispettare le regole (imposte ai cittadini) sono proprio i governi. Specie quando si tratta di reati informatici e privacy.

Mentre i governi si affannano nel tentativo - ovviamente - di censurare internet per evitare la circolazione tra gli internauti di idee e pensieri non filtrate dal potere politico, si ha la certezza di come gli stessi governi non rispettino le regole del gioco. Certezza che si ha grazie a cittadini definibili quasi "eroici" - che mettono a repentaglio la loro vita - come Bradley Manning e come Edward Snowden. Non dimentichiamo Julian Assange. Cittadini bollati ovviamente come "terroristi", "amici del nemico". Definizioni che, in realtà, descrivono solo chi non la pensa come chi governa e chi non si presta ad azioni sporche come Prism (intercettare email, telefonate, sms, profili di social forum).

Al momento mi limito a dire "intercettare". Potrebbe esserci ben altro dietro.

Assange, Manning, Snowden sono solo i tre personaggi più conosciuti che hanno deciso di agire davvero in nome della libertà dei cittadini. Pensate a quanti milioni di persone sono state intercettate sui social forum targati Stati Uniti: cittadini inconsapevoli, cittadini anche europei che dovrebbero iniziare a preoccuparsi di quanto accade ogni volta che usano un computer, uno smartphone, un telefono cellulare, una carta di credito o un bancomat.

Cittadini inconsapevoli che sono tracciati, registrati, schedati in mega archivi. E perchè? La scusa ormai è sempre quella: "per indagare su eventuali casi di terrorismo". Lasciamo questa risposta ai cittadini più ignoranti, a quelli che non hanno mezzi culturali adeguati, a quelli che non usano il cervello per pensare.

Cosa è "terrorismo"? A giudicare da quante manganellate, gas lacrimogeni, gas urticanti, sono distribuiti in tutto il mondo si potrebbe anche pensare che "terrorista" è chiunque non accetti (senza pensare e senza porre domande) la linea di pensiero di chi governa un qualsiasi paese.

Ed ecco che l'operato di Assange, Manning, Snowden acquista un potere e un valore che per i governi è devastante: tre persone hanno messo in difficoltà i governi occidentali scoperchiando quella che - per ora - sembra essere una pentola di informazioni molto molto piccola. Informazioni che ai cittadini vengono taciute con la scusa del "terrorismo". La paura - anche creata ad arte - è ovviamente il motivo che tiene calmi i popoli.

Internet, il web, gli smartphone sono strumenti eccezionali. Il problema è piuttosto chi ne ha il controllo e se lo esercita in modo corretto.

Un altro aspetto da prendere in considerazione: perché i cittadini italiani usano piattaforme di social forum che impongono una privacy che non è certamente quella cui siamo abituati in Italia? Perché la gente pubblica foto, indica luoghi, pubblica video su piattaforme che non cancellano davvero tutti i dati inseriti?

Verrebbe da pensare che - a volte - ce le andiamo a cercare. Web4raw sta elaborando una soluzione.

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